AREA DI INTERESSE

MONITORAGGIO EMOCROMO

L’emocromo, chiamato anche esame emocromocitometrico (letteralmente significa misurazione del colore del sangue e del numero delle sue cellule), consente di determinare:

il numero delle cellule del sangue, cioè globuli rossi (eritrociti), globuli bianchi (leucociti) e piastrine (trombociti);

la formula leucocitaria, ossia la percentuale dei diversi tipi di globuli bianchi;

la concentrazione dell’emoglobina, la proteina dei globuli rossi che trasporta l’ossigeno ai vari tessuti del corpo.

l’ematocrito, il volume in percentuale occupato dai globuli rossi in 100 ml.


L’INTERVALLO DI RIFERIMENTO

La produzione delle cellule presenti del sangue è precisamente regolata affinché ognuna delle linee cellulari sia presente con un numero di cellule compreso in quello che viene definito "intervallo di riferimento".

L’intervallo di riferimento (indicato spesso nei referti come "valori normali") è rappresentato dal numero minimo e massimo di cellule che fisiologicamente sono presenti nel sangue di un individuo in buona salute e non sottoposto a terapie farmacologiche.

Gli "intervalli di riferimento" delle diverse linee cellulari ematiche variano fisiologicamente nello stesso individuo nel corso del tempo e possono variare in base al sesso, all’età e all’etnia della persona. Di questa variabilità bisogna tener conto quando si confronta un risultato anomalo a carico di una o più linee cellulari ematiche con l’intervallo di riferimento.

L’EMOCROMO

L’emocromo è la principale delle cosiddette analisi di "screening", cioè quelle analisi accertamenti che vengono prescritte a persone in buona salute per poter individuare precocemente eventuali segni di malattia.
L’emocromo, inoltre, viene utilizzato per il controllo e l’andamento del tempo delle patologie ematologiche (in terapia o non) o per il monitoraggio nel tempo di lievi alterazioni dei valori dell’emocromo, presenti in molte persone, ma non sufficienti per permettere la diagnosi di una patologia specifica. In generale, per quanto concerne il percorso diagnostico operato dai Medici, occorre considerare che stati infettivi e/o patologie a carico di qualsiasi organo possono causare alterazioni del numero o delle caratteristiche fisiche delle cellule ematiche, la difficoltà, spesso davvero difficile da superare, consiste nel capire quando l’alterazione dell’emocromo è significativa o sospetta per una malattia ematologica primitiva o semplicemente dipendente o secondaria ad altra malattia attiva in quel momento.

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